(ANS – Kolkata) – La Famiglia Salesiana del Bengala meridionale si è riunita il 23 gennaio 2026 al Nitika Don Bosco di Kolkata per celebrare la Giornata della Famiglia Salesiana durante l’anno del Centenario della Ispettoria di Kolkata. L’evento ha riunito oltre 112 partecipanti provenienti da vari rami della Famiglia Salesiana, tra cui SDB, FMA, congregazioni religiose, Cooperatori Salesiani, membri dell’ADMA e collaboratori laici. La data aveva un significato speciale in Bengala, poiché coincideva con l’anniversario della nascita di Netaji Subhas Chandra Bose e con il Saraswati Puja, che simboleggia il coraggio, l’apprendimento e la vitalità giovanile.
In questo contesto significativo, i partecipanti hanno riflettuto sulla Strenna 2026, “Fate quello che vi dirà – Credenti, liberi di servire”, proposta dal Rettor Maggiore, don Fabio Attard. Il programma, semplice ma ben strutturato, ha permesso alla Famiglia Salesiana di pregare, riflettere e pianificare insieme, sottolineando che la Strenna è una roadmap spirituale condivisa da tutti i gruppi della Famiglia Salesiana, non solo dai Salesiani.
La riflessione si è concentrata sulle nozze di Cana, presentando le parole di Maria come un invito all’ascolto attento che favorisce la fede discernente. Ha sottolineato che la vera libertà nasce dalla fede in Cristo e si esprime attraverso il servizio concreto, rendendo i credenti veramente “liberi di servire” attraverso la fiducia nella chiamata di Dio.
I servi di Cana sono stati proposti come modello per la Famiglia Salesiana di oggi: essi riconoscono la crisi (“non hanno più vino”), ascoltano con attenzione, si fidano della richiesta inaspettata di Gesù e agiscono con fede generosa. Nel contesto del Bengala, questa mancanza di “vino” è stata interpretata come le molteplici forme di privazione che affliggono i giovani di oggi, tra cui la mancanza di opportunità, di orientamento e di speranza.
La giornata si è poi svolta attraverso quattro momenti di discernimento: riconoscere, interpretare, scegliere e agire. I partecipanti hanno prima esaminato la realtà dei giovani nel Bengala meridionale, riconoscendo la loro creatività, le loro competenze digitali e la loro consapevolezza sociale, insieme alla loro vulnerabilità all’isolamento, alla dipendenza e alla confusione. L’ascolto empatico è stato identificato come il primo atto di servizio.
I partecipanti hanno poi riflettuto su ciò che Dio sta dicendo attraverso queste realtà, sottolineando la necessità della preghiera, del silenzio e del discernimento comunitario per ascoltare la voce di Dio in mezzo al rumore sociale. Il terzo movimento si è concentrato sulla libertà e sulla scelta, invitando gli individui e i gruppi ad andare oltre gli approcci dettati dalla paura o egocentrici e a prendere decisioni basate sul Vangelo che favoriscano un servizio autentico.
La fase finale ha posto l’accento sull’azione. La Strenna ha sfidato la Famiglia Salesiana ad andare oltre le attività legate agli eventi per accompagnare in modo continuativo i giovani, specialmente quelli più a rischio, confidando nella Provvidenza divina e abbracciando il coraggio apostolico.
Le discussioni di gruppo hanno tradotto la riflessione in impegni concreti. Gli individui si sono impegnati ad essere più presenti, disponibili e pazienti, scegliendo l’accompagnamento piuttosto che il controllo. Le comunità hanno proposto iniziative pratiche come campi di leadership, centri di consulenza e orientamento professionale, centri di formazione professionale, piattaforme per l’espressione dei giovani e un maggiore coinvolgimento delle famiglie. Queste proposte riflettevano un approccio sinodale, camminando con i giovani e condividendo con loro la responsabilità.
La celebrazione si è conclusa con l’Eucaristia e un pasto fraterno, lasciando i partecipanti rinnovati e impegnati a vivere la Strenna nei loro contesti locali. Uniti come un’unica Famiglia Salesiana, sono tornati a casa convinti che insieme sono veramente “credenti, liberi di servire”, pronti ad aiutare a restituire speranza e gioia nella vita dei giovani.



